giovedì 21 giugno 2012

La Merkel interpreta il Nabucco!

Non siamo impazziti, non ancora almeno. La Bundeskanzlerin rimane solida come un panzer sulle proprie posizioni: austerita', nessun aiuto al di fuori di quanto gia' previsto dal MES se i Paesi (PIIGS) in difficolta' non rispetteranno i parametri fissati dal Fiscal Compact. Come si diceva? REGOLE E DISCIPLINA!



I presunti buoni Monti-Hollande (nuovo asse di scambio), Barroso, Obama e Rajoy premono affinche' la cancelliera si ammorbidisca, ma prima di dire si (o forse) ad Eurobond, unita' bancaria, parametri di bilancio piu' flessibili, ulteriori aiuti ai PIIGS, meccanismo controllo spread (ancora soldi) la Cancelliera chiede a gran voce piu' potere all'UE, trasferimento di sovranita' dagli Stati membri, unione politica in sostanza. Ai convinti europeisti queste posizioni, convergenti fino pochi mesi fa, potrebbero sembrare al quanto insolite.



Ma come, Monti non era il professore che "spiegava" la necessita' di forti periodi di crisi affinche' i governi potessero prendere decisioni drastiche per cedere quote di sovranita' nazionale in favore di un organismo centrale? Periodi di crisi per far accettare ai cittadini scelte impopolari necessarie affinche' la UE faccia passi avanti?




Percio' Monti dovrebbe esser primo portavoce della Merkel in questa situazione, disposta a scendere a patti in cambio di unita' e potere politico alla UE. Invece no. Da qualche settimana assisto a questo teatrino che fino alle tensioni del G20 pensavo fosse solo una farsa inscenata per costringerci a digerire la definitiva cessione di sovranita', azione senza piu' rimedio, in cambio della "salvezza". 

Nelle scorse settimane gli attacchi mediatici alla Germania si sono moltiplicati, da ogni parte; i piu' "feroci" sono arrivati dalla sponda di quelli che "la Germania esempio virtuoso di europeismo"; fino alla minaccia odierna a reti unite recitata da Silvio Berlusconi, ormai ridotto a portavoce del governo dei tecnocrati "se la Germania non cedesse, potremmo abbandonare l'Euro". Analizziamo alcuni eventi degli ultimi 9 mesi:

Lettera di Berlusconi all'UE ottobre 2011: il Governo Berlusconi e' ormai ridotto ai minimi termini dagli attacchi giudiziari nei confronti suoi e delle proprie aziende, sotto il tiro incrociato dei bombardieri della finanza che hanno fatto schizzare lo spread vicino quota 400 punti (oggi e' a 412, ieri a 460). Il testo della lettera e' molto esplicito: via libera al Fiscal Compact (e conseguente rimaneggiamento della costituzione), privatizzazione dei servizi pubblici, riforma del mercato del lavoro (quella che verra' approvata a breve), "apertura dei mercati in chiave concorrenziale" (via libera alle multinazionali straniere), riforma delle pensioni (primo provvedimento "strappa lacrime"), svendita del patrimonio mobiliare ed immobiliare, razionalizzazione della spesa pubblica. La lettera e' una sorta di promessa di fedelta' da parte di Berlusconi, infatti 

11 Novembre: Monti viene nominato Presidente del Consiglio. A sua volta indica una serie di tecnocrati, rappresentanti a diversi livelli dell'oligarchia finanziaria che governa la UE. In esclusiva il VIDEO di quando la notizia giunge in Germania.

Ma perche' Berlusconi ha dovuto lasciare? Le ipotesi sono molte, le piu' accreditate sono state affrontante in questo bell'articolo su iljester.it . L'ipotesi sempre piu' insistenti di un'uscita dall'Euro, la riluttanza verso Fiscal Compact e cessione di sovranita', la resistenza nei confronti delle liberalizzazioni favorevoli solo alle grandi multinazionali straniere e, last but not least, gli accordi commerciali con Russia e Libia. 

440mld di Euro di aiuti da parte della Germania ai PIIGS (di cui l'Italia beneficia in % minoritaria): a fronte di quest'enorme output di risorse finanziarie da parte delle banche tedesche nei confronti di Paesi oggi tutti considerati a rischio, il 6 giugno scorso Moody's declassa sei tra le maggiori banche tedesche (tra cui Commerzbank), Dekabank e la controllata tedesca di Unicredit. La Germania ha percio' necessita' di proseguire nell'opera di alleggerimento di titoli tossici iniziata due anni fa con il doppio NEIN alla Grecia (quello di Marzo 2010 ritirato dopo aver avuto rassicurazioni che i titoli greci in carico alle banche tedesche sarebbero stati parzialmente "liquidati"). 

Ricordiamo che la Germania nel decennio 2001-2011 chiude una bilancia dei pagamenti positiva per quasi 1.800mld di Euro, arrivando da un negativo del decennio precedente di 126mld di Euro. I benefici in termini di competitivita' portati dall'Euro all'apparato industriale e finanziario teutonico non hanno pari in tutta l'area dell'Unione. L'export tedesco vola(va), ma negli ultimi mesi fa registrare flessioni importanti a fronte di un 60% di export verso Paesi dell'eurozona. 

Quindi la Merkel cerca di guadagnare tempo per risollevare i conti nazionali in attesa di manovre di politica Europea che favoriscano nuovamente il ruolo di "capo classe" della Germania? Se ci limitassimo a leggere i giornali o seguire i venti di alcuni Blog, potremmo ridurre il tutto ad una ingordigia intrinseca nel DNA teutonico. Guardiamo la faccenda da piu' angolazioni: 

G8 Camp David Maggio 2012: Obama strappa la promessa agli Europei di metter in atto azioni concrete in favore della crescita, allentando la linea di austerita' alla quale i tedeschi sembrano non volere rinunciare (ovviamente perche' i sacrifici sono costretti a farli i PIIGS). Quello che sembra un prossimo appuntamento (il G20 appena conclusosi) in realta' e' un ULTIMATUM! 



In breve, dopo essersi risollevata al ritmo battente della stampa di banconoto da parte della FED, l'economia USA comincia a risentire pesantemente della crisi nell'UE e l'intero sistema finanziario americano si ritrova a vivere il pericolo scongiurato nel biennio 2007-2009. Una situazione che sarebbe fuori dal raggio d'azione delle autorita' USA, percio' dagli effetti incontrollabili. Il suggerimento di Obama e' molto semplice: che la BCE emetta valuta a copertura del debito per dar fiato alle nazioni in difficolta' e rilanciarne le economie. In particolare il presidente USA fa pressione sugli Eurobond. In molti si chiedono il perche' di tanta insistenza da parte, soprattutto, dell'Italia, appoggiata dagli USA, su questa posizione che sembrerebbe sorpassata dal MES (altro meccanismo di cui parleremo molto presto nel dovuto dettaglio). 




Drammaticamente semplice: l'Italia ha immediata necessita' di rifinanziare il debito pubblico e le emissioni obbligazionarie delle proprie banche (totale 542mld di Euro); inoltre, secondo una stima credibile, l'Italia dovra' rimborsare entro il 2014 (18 mesi) un totale di 640mld di Euro (escluse le nuove emissioni). Ne consegue che il fondo "salva stati" o il nuovo MES non saranno sufficienti a far fronte alla montagna di liquidita' di cui necessitera' l'Italia, che nel frattempo continua ad indebitarsi per pagare gli interessi sul debito. L'unica via d'uscita per l'Italia (tecnicamente fallita) e' che la BCE rifinanzi l'intero debito (emissione di Eurobond) e chiaramente la Germania non e' disposta a sostenere quest'ulteriore sacrificio senza la certezza che le successivi azioni di politica fiscale non siano direttamente gestite dall'UE (con l'ovvia influenza determinante della stessa Germania). Un atteggiamento non solo egoistico, ma anche molto ipocrita dopo aver profittato del piano varato nel 1953 per salvare e quanto sostenuto da tutta l'Unione dopo la riunificazione tedesca (1989 caduta del Muro) per salvare il preciso, quando si tratta degli altri, Stato teutonico. 

Lo scenario internazionale non si "limita" a quanto sopra. Gli USA, pur legati a doppio filo all'economia UE, difficilmente si giocherebbe una partita tanto importante solo sul piano dei consumi nel Vecchio Continente. Gli scenari coinvolti vanno ben oltre le esportazioni dirette USA verso l'Europa o i rapporti interbancari (che in ogni caso hanno visto scaricare titoli tossici dalle banche americane verso quelle europee, non ultima l'operazione B.co di Napoli-MPS). Abbiamo già affrontato quanto sta avvenendo nel Mediterraneo (con l'aiuto di questi articoli Colpi d'avvertimento russi Esercito Russo in Siria) per il controllo della regione mediorientale, quindi delle risorse. Forse non tutti sanno che il governo Merkel si e' fatto promotore del rafforzamento dei rapporti commerciali Germania-Russia. La "Ostpolitik" tedesca ha ripreso il percorso tracciato da Helmuth Kohl, rilanciando una strettissima collaborazione con la Russia di Putin, di fatto, contro gli interessi USA. Il ministro degli esteri del governo Schroeder, un certo Fischer dei verdi, vedi note, favoriva i piani di distribuzione di gas sostenuti dagli USA a danno di quelli dell'ex URSS. La Merkel ha abilmente negoziato in ambito extra UE, forniture dirette di gas da Mosca, i cui gasdotti "Nord Stream" (ribattezzati Molotov-Ribbentrop) partecipati dal consorzio capeggiato dalla tedesca Ruhrgas, forniranno direttamente Berlino, bypassando la Polonia (passeranno sotto il Baltico), che ha intenzione non solo di approvvigionarsi direttamente, rendendosi così indipendente dagli accordi della commissione energia UE, ma anche di distribuire l'oro blu a Polonia e Paesi limitrofi. In sostanza la Germania diventerebbe una sorta di rappresentante distributore di Mosca direttamente in Europa. Tutto ciò stride con le "chiacchiere" del presidente della commissione Europea, Barroso, quando parla di una politica energetica comune per far pesare l'insieme degli Stati membri nel corso delle trattative internazionali. 


La faccenda non finisce qui. La Germania ha forti interessi anche nella tratta di gasdotti a sud dell'Europa, sempre in collaborazione con la Russia, denominata South Stream, per il quale e' stata scartata l'opzione di utilizzare l'Italia come punto di distribuzione, preferendo una tratta "adriatica" (ex Jugoslavia). Lo stesso gasdotto che e' in netta concorrenza con NABUCCO, di facciata un consorzio UE, ma in realtà controllato da USA e GB. La pipeline Nabucco sembra destinata a soccombere rispetto ai piani russi, provocando un danno enorme in termini di distribuzione e controllo dell'energia agli USA ed economico a tutti i Paesi dell'UE. 

Percio' comprendiamo che i professori banchieri europeisti che oggi vorrebbero mettere all'angolo la Merkel, sono spinti da molteplici interessi che vanno ben oltre il benessere dei cittadini, ma che intendono curare gli egoismi coloniali degli USA e delle multinazionali che sostengono l'economia del Presidente Obama. Dall'altro lato, la Merkel non si sta limitando a tutelare il sistema bancario o i cittadini tedeschi, ma e' evidente che il piano in atto da anni e' quello di rendersi assolutamente indipendenti per essere pronti ad affrontare qualsiasi scenario, non ultimo il crollo della moneta unica.

Se fosse quindi la Germania a lasciare l'EURO?

L'Italia in tutto ciò che ruolo gioca? Mi vien da dire che l'Italia non e' neanche stata convocata nella rosa dei giocatori in panchina...dobbiamo trovare oltre 600mld per far fronte ai soli debiti dello Stato, abbiamo perso tutte le speranze di rientrare in un piano energetico di distribuzione Euro-asiatico, le nostre società sono state estromesse dai consorzi per la costruzioni dei gasdotti e la nostra partecipazione in Libia e' ormai confinata a quella di comparse (riduzione di due terzi della quota pre-guerra).

A completamento consiglio di legger un articolo comparso su Libero Pensiero 

Note:
Commissario energia UE: Guenther Oettinger (D)
Consorzio E.ON Ruehrgas, BASF, Wintershall
Joschka Fischer lobbiesta per Nabucco



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