sabato 14 luglio 2012

Firmato il TRATTAto per l'importazione in Germania dei nuovi SCHIAVI!


Da mesi i blog di libera informazione cercano di portare alla luce i veri problemi che gravano sulla (pseudo) Unione Europea e degli enormi rischi che sta correndo l'Italia i cui argini sociali, sotto continuo attacco finanziario, stanno cedendo. Più volte abbiamo affrontato il tema della speculazione in atto ai danni dei cittadini italiani e della spirale in cui l'oligarchia finanziaria UE, complice la Monti & C., ci sta spingendo. Le apparenti iniezioni di denaro nel sistema BANCARIO spagnolo hanno il solo scopo di porre le mani direttamente sui bottoni di controllo della Penisola Iberica ed aggravare la situazione debitoria italiana e degli altri Paesi in sofferenza. 




Abbiamo letto e molto apprezzato un bell'articolo di Sergio Di Cori Modigliani che riportiamo di seguito integralmente, ringraziando di cuore l'autore. La notizia, taciuta da TUTTI i media e' di quelle che dovrebbe farci riflettere e, una volta per tutte, svegliare dal torpore indotto in cui ancora una grande fetta d'Italia si trova. Oggi in Spagna, domani?




Da Libero Pensiero
Di Sergio Di Cori Modigliani 



La notizia di cui parlo in questo post è “apparentemente” davvero piccola, forse addirittura piccolissima, per non dire minima se paragonata a ciò che sta accadendo. Ed è probabile che questa sia la giustficazione che i media italiani darebbero se qualcuno chiedesse loro “perché non avete dato la notizia spiegando per bene quello che sta accadendo?”. In Italia, infatti, la notizia non la trovate. Non c’è. Dovete andare a cercarvela in rete (in lingue non italiane).

Il sottoscritto, invece, attribuisce a questa notizia una importanza fondamentale.

Per l’impatto simbolico che ha, per ciò che rappresenta, per ciò che intende dire, per il Significato che vuole comunicare. Ma soprattutto per lo smascheramento dell’autentico piano politico che sottende le manovre dei vari Draghi, Monti, ecc.

Se fossi il direttore del corriere della sera l’avrei sparata in prima pagina a caratteri cubitali.

E infatti, la notizia ha provocato un autentico terremoto di dibattiti, confronti, discussioni in tutta la penisola iberica e in tutte le nazioni americane di lingua spagnola. Diverse centinaia di milioni di persone, quindi, ne stanno parlando.

La notizia è la seguente: mentre il primo ministro spagnolo, insieme a Monti e alla Merkel, a Bruxelles, alla fine della riunione del gruppo Ecofin, l’altro ieri, certificavano gongolando l’avvenuto salvataggio delle banche decotte e corrotte spagnole, per un contro-valore di 60 miliardi di euro (a proposito, è bene che sappiate che 14 di questi miliardi li deve mettere il tesoro italiano, il che vuol dire –stampatevelo bene in testa- che il contribuente della repubblica italiana, senza che nessuno abbia mai chiesto la sua opinione, deve pagare i ricchissimi privilegi dell’oligarchia corrotta ecclesiastica spagnola al servizio dell’opus dei che, per tradizione consolidata, .controlla, gestisce e amministra le Cajas e le Caixas, luoghi di prebende, tangenti, binario preferenziale del passaggio di danaro dello IOR) ebbene, mentre tutti applaudivano, compresa l’intera sinistra italiana, a Stoccarda, nello stesso identico momento, il Ministro della Pubblica Istruzione tedesco, signora Annette Schavan e il suo omologo spagnolo, marchese Josè Ignacio Wert (padre tedesco, nobile prussiano) firmavano un protocollo d’intesa che è diventato “automaticamente operativo” in quanto i poteri dei 54 che decidono le sorti di tutti i popoli europei hanno trovato la maniera di aggirare la necessità di votare singole leggi in parlamento: fanno ciò che vogliono e non informano più di nulla, non danno neppure la notizia.

“Apparentemente” (dopo il danno anche la beffa) si tratta di cooperazione culturale.

“Apparentemente” si tratta di solidarietà economica.

Ecco che cosa i due hanno siglato su un’idea –così sostengono- attribuita alla genialità (sigh doppio sigh) di Mario Draghi: prendendo atto che la disoccupazione in Spagna si aggira sul 24,5%, cioè il quintuplo della Germania e il doppio dell’Italia, con un 58% di disoccupazione giovanile, tenendo presente che l’industria metalmeccanica tedesca sta registrando notevoli successi e hanno bisogno di manodopera qualificata visto che solo la BMW nel primo trimestre del 2012 è salita dell’8% come vendite e del 22% come fatturato, allora la Germania (che è tanto buona) si è detta disposta a contribuire a risolvere la disoccupazione spagnola (loro lo chiamano “salvataggio crescita dell’Europa” questo sarebbe il geniale piano di Draghi e Passera) accogliendo operai disoccupati spagnoli in specifiche scuole di formazione tecnica tedesca, a cominciare dal 1 agosto 2012, per andare a lavorare nelle fabbriche tedesche. Naturalmente (neanche a dirlo) questa generosità è stata allacciata come clausola al prestito che in quel momento veniva firmato a 1000 chilometri di distanza e che dava miliardi alle banche spagnole imponendo una riduzione del salario minimo. Non solo. La cifra che questi operai percepiranno non sarà la stessa degli operai qualificati tedeschi, no. Perché sarà la Spagna a pagare sulla base della nuova normativa salariale iberica, che equivale a tre volte di meno. Veri schiavi.

Fine della notizia.

Nella mia mente (non so nella vostra) questo atto, questa decisione e questo documento (e così viene vissuto in questi terribili momenti in tutto il Sudamerica) equivalgono a una vera e propria deportazione di schiavi disperati. Frau Annette ha anche avuto il coraggio di dichiarare con una faccia tosta davvero sconvolgente che si tratta di un immediato e primo esperimento da replicare subito, non appena sarà possibile, anche in Italia, perché “la Germania ha immediato bisogno di personale tecnico specializzato per le proprie fabbriche e dato il troppo basso indice di disoccupazione in Germania, la nazione tedesca è costretta a rivolgersi al mercato estero. Questa scelta e decisione pienamente si inserisce nel quadro di solidarietà, equità e sviluppo tra nazioni appartenenti alla zona dell’euro a dimostrazione di quanto sia efficiente ed efficace la collaborazione politica tra le nazioni quando trovano uno sbocco comune fattivo alle problematiche economiche”. Annette Schavan ha raccontato l’incontro con lo spagnolo nel corso di una lunga intervista radiofonica sul canale ZDV (il corrispondente tedesco della Rai) presentandola come una svolta. La capisco. Per i tedeschi, infatti, lo è.

Io lo trovo disgustoso.

E come se la Storia ci riproponesse l’identico scenario degli anni’30, ma per evitare la farsa si fosse adattata ad un nuovo copione post-moderno.

In Spagna sta iniziando una pesante ribellione.

Come europeo e come italiano orgoglioso delle proprie radici culturali, voglio ricordare ai miei concittadini che alle ore 21.30 del 13 novembre 1936, Carlo Rosselli, fondatore del movimento anti-fascista Giustizia e Libertà, dai microfoni di Radio Barcellona, spiegò ai cittadini che cosa stessero organizzando in Europa Mussolini e Hitler e lanciò la frase “Oggi in Spagna. Domani in Italia” divenuto poi il titolo, voluto da Luigi Einaudi, del suo bellissimo libro pubblicato negli anni’50, chiamando a raccolta, nel corso della trasmissione “i cittadini di tutta Europa, i liberi pensatori combattenti per la libertà, i lavoratori, gli intellettuali, gli artisti, a ritrovare quell’impulso e impegno civile per ritrovarsi in prima fila in Spagna ed impedire il definitivo e barbaro omicidio della democrazia rappresentativa in Europa…se passa la barbarie in Spagna, dilagherà in tutta Europa”.

Poco tempo dopo, il governo fascista diede l’ordine di farlo assassinare a Parigi dove si trovava in esilio.

Non dimentichiamo il meglio della nostra nazione e della nostra tradizione.

Siamo tutti figli di Carlo Rosselli.

Perché oggi, è come allora.

“Oggi in Spagna. Domani in Italia” non è più una frase da dibattito storico culturale su com’era l’Europa 80 anni fa.

Da oggi, ridiventa la sintesi dell’attualità odierna. A dispetto della censura di stato voluta e imposta da Napolitano, Monti & co.

Come fa, la sinistra italiana, a tacere?

In memoriam dei fratelli Rosselli.

Ricordiamoci da dove veniamo, per capire chi siamo e dove possiamo andare.

2 commenti:

  1. ...non sapevo di questo accordo, roba da non credere.

    Ma io penso che in Italia, molti nel momento di difficolta' lo accoglieranno a "braccia aperte"....ed e' comprensibile, quando sei in difficolta' finanziarie.

    Voglio fare un'altra riflessione, queste cose stanno accadendo perche', in un certo senso, lo stato sociale non educa al rischio e alla indipendenza finanziaria. Ora in pieni crisi mondiale, persone che credono e chiedono lo stato sociale, purtroppo, l'unica prospettiva, sembrerebbe quella che hai descrito: la deportazione degli schiavi "occidentali".

    LordBB

    RispondiElimina
  2. Continuo a sottolineare che più grave del silenzio dei media, dei professori, dei politici (tutti complici del piano che stanno attuando) e' la consapevole cecità di quelli che si riempiono la bocca di tante chiacchiere nei blog

    RispondiElimina

Tutti i commenti verranno pubblicati direttamente. La moderazione, che non significa censura, verra' adottata solo se indispensabile.
Pubblicando un commento, una risposta, un post dichiari d'aver letto, capito ed approvato il regolamento del blog http://freetaly.blogspot.com/p/regolamento.html