martedì 31 luglio 2012

Silenzio...parla Draghi!


I fatti sono chiari. Draghi ha parlato, i mercati (ovvero l'oligarchia che li controlla, non certo il parco buoi) hanno reagito. Perche'? Forse perche' i veri detentori delle ricchezze mondiali (es. Soros) hanno acquisito a prezzi ridicoli, titoli di Stato spagnoli ed italiani, pronti a far valere il proprio peso politico-economico nel momento in cui questo sara' necessario per imbalasamare completamente le nostre democrazie. Percio' la rivalutazione del debito dei nostri Paesi e' in primis interesse degli stessi che ci hanno spinti fin sull'orlo del precipizio, con una mano ancora appoggiata sulla nostra schiena, pronti a gettarci nel vuoto qualora i propri piani di dominio assoluto (che passano per unione federale europea, EMS, FMI, ERF, fiscal compact, ecc.) non venissero assecondati dai governi. 


A questo proposito, ci sarebbe da scommettere sul risultato atteso per il 15 settembre riguardo la costituzionalita' del fiscal compact in Germania. La domanda che ci si pone e' la seguente: "in che veste ha parlato Draghi? In quella di Presidente della BCE o in quella, piu' probabile, di Goldman Sachs?"


Un articolo apparso sul blog di Porro, da qualche mese palesemente ed incomprensibilmente schierato dalla parte di Monti e soci, riporta alcuni passaggi che fanno riflettere sul livello di propaganda ormai raggiunto dai media italiani:

"...Vi è inoltre un paradosso che spesso sfugge. Il nostro sistema produttivo più internazionalizzato e patrimonializzato (non ha gran bisogno di credito ed esporta una buona quota della sua produzioneoggi non sta soffrendo affatto. Il nostro deficit commerciale nei primi sei mesi dell’anno scorso era di 20 miliardi di euro. Quest’anno è stato pari a zero. In parte a causa dalla riduzione dei consumi indotti dall’alta tassazione. Ma la fetta più importante è per la ripresa delle esportazioni che nasce anche dalla svalutazione (circa del dieci per cento) dell’euro. La mossa di Draghi, se invece verrà portata a termine, rafforzerà la moneta unicaÈ questo il difficile gioco di interessi in cui siamo finiti. Da una parte la divisione all’interno dell’eurozona sui compiti della sua banca centrale. Oggi il pendolo sembra essere finito più dalla parte di chi vuole una Bce come prestatore di ultima istanza. E dall’altra la divisione tra produttori virtuosi e Stati spendaccioni. I primi vorrebbero una moneta stabile e non sopravvalutata con un costo del credito decente, i secondi con la loro bulimia fiscale ci hanno messo nelle condizioni di sperare che si inondino i mercati di liquidità, svilendo quella merce preziosa e delicata che si chiama moneta. In questo la dottrina Merkel è comprensibile e apprezzabile."

A prima vista, sembrerebbe il pezzo scritto da  un extra terrestre appena atterrato sulla Terra che per capire come funziona il nostro, malmesso, pianeta decide di leggere Repubblica, Corriere, NYT, WSJ ecc. 
Noi che viviamo all'interno del "nostro sistema produttivo internazionalizzato" possiamo con certezza testimoniare che TUTTE le aziende italiane sono in uno stato semi comatoso, molte vicino al fallimento. I lavoratori (le famiglie) legati al nostro apparato industriale nella migliore delle ipotesi si sono visti diminuire il proprio potere d'acquisto nel giro di pochi mesi, riducendo la capacita' di consumo dell'intero Paese a quella di uno Stato del cosiddetto Terzo Mondo. Il sistema fiscale, la guerra all'imprenditoria (che strumentalizza GdF ed Agenzia Entrate), il clima di terrore verso chi ancora aveva l'ardire di spendere qualche soldo, hanno ridotto l'Italia alla quasi desertificazione industriale. Le aziende che vivevano del mercato interno stanno scomparendo, trasformandosi in traders di prodotti asiatici; quelle che vivono di export hanno il portafoglio ordini vuoto, percio' da settembre altre ondate di cassintegrati e licenziati. L'Euro sopravvalutato ha permesso alla Germania di acquisire una competitivita' storica, guadagnando in termini di potere d'acquisto e consumi. Non solo, la maggior flessibilita' tedesca (gia' forte di una produttivita' pro-capite ai vertici europei), ha fatto si che la Germania diventasse il Paese leader dell'industrializzazione extra-europea (in USA, Est Europa e Asia) e partner privilegiato dei piani energetici Russi . E' assurdo che ci si nasconda dietro la facciata giornalistica per metter in scena una propaganda tanto spudoratamente mistificatrice di una realta' assai piu' grave di quanto non si cerchi di far credere. Come si puo' affermare che l'export italiano e' in ripresa grazie alla diminuzione di valore dell'Euro? Davvero qualcuno pensa che il popolino sia cosi' imbecille da bere una sciocchezza simile? Oppure chi scrive non ha le conoscenze adeguate per capire che poche settimane di valuta "deprezzata" (in realta' vicina ai valori naturali di pareggio con il Dollaro USA) non possono certo aiutare, tanto meno sanare, una situazione ai limiti del collasso? Che il giornalista si faccia un giro tra le industrie dell'ex Bel Paese...

Le parole di Draghi con ogni probabilita' non vedranno alcuna applicazione. La BCE non e' la FED e Draghi non ha in realta' alcun potere se non quello indottogli dall'oligarchia che egli stesso rappresenta. 

Le ricette alla crisi Europea non sono certo gli aiuti alle banche spagnole (che come avevamo ipotizzato dovranno arrivare ad almeno 400mld di Euro) o l'acquisto di titoli da parte della BCE. L'unica soluzione alla crisi italiana e' l'abbandono della zona Euro quanto prima, la riacquisizione della sovranita' monetaria, la riforma fiscale (VERA!!!) che metta in primo piano i lavoratori ed il sistema produttivo/agricolo del Paese. Come puo' un'impresa italiana essere competitiva se vessata dal 55-70% d'imposizione fiscale, gravata da un costo del lavoro inspiegabile se paragonato alle medie UE e USA e lasciata assolutamente sola ad affrontare il mercato mondiale in concorrenza con sistemi nazionali organizzati che garantiscono i crediti sull'export alle proprie industrie?

Che il dott. Porro e chiunque la pensi come lui, abbiano la bonta' di spiegarci.

Segnaliamo un articolo apparso su Libero Pensiero (LINK) che riporta una serie di riferimenti gia' segnalati mesi fa dallo stesso blog e da Freetaly

2 commenti:

  1. Bravo Admin a cogliere con le mani nel sacco chi, per salvarsi da reazioni sovrastrutturali, note anche a lui e non solo; si è venduto a loro per fama di notorietà e di vil moneta. Infatti da quel tempo, libri, TV, eccc...... si sprecano. Il Porro che conoscevo non avrebbe detto quanto da te riportato. D'altronde il blitz in redazione ed a casa sua, coinvolgendo il padre e suo figlio. Rimasti senza PC, la dice luuuuunga luuuuuuuunga.
    Nel contempo è partito lo sputanamento del suo pur antipatico, esteriormente, direttore. Poi la decisione non dichiarata del pre-pensionamento di Feltri, la dice luuuuunga luuuuuuuunga. ciaoooooooo.

    RispondiElimina
  2. Hai colto il punto. Se anche "un" Porro si vede costretto a scendere cosi' in basso, vedo come unica via d'uscita una reazione, non violenta, popolare!

    RispondiElimina

Tutti i commenti verranno pubblicati direttamente. La moderazione, che non significa censura, verra' adottata solo se indispensabile.
Pubblicando un commento, una risposta, un post dichiari d'aver letto, capito ed approvato il regolamento del blog http://freetaly.blogspot.com/p/regolamento.html